Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, legge la lettera che gli ha mandato mamma Monica Scrivano, che evidenziava le difficoltà riscontate a fornire le cure, l’assistenza e la riabilitazione necessaria per propria figlia Clara, affetta da una grave malattia e decide di scrivere all’Asp di Catania, affinché metta a disposizione della famiglia quanto serve alla piccola. Il prefetto di Catania, Vincenzo Santoro, infatti, ha scritto una lettera al direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Calaciura e per conoscenza alla stessa famiglia Scrivano, nella quale si legge: «Si prega di volere valutare la possibilità di intraprendere ogni utile iniziativa volta a venire incontro alle esigenze rappresentate dalla signora per ogni possibile assistenza finalizzata a sostenere concretamente il disagio dell’interessata. Si resta in attesa di conoscere l’esito degli interventi posti, al fine di corrispondere notizia alla Presidenza della Repubblica che le ha richieste». E sono tante e tutte indispensabili le legittime richieste della signora Scrivano, che nella sua missiva si era domandata se fosse giusto ricorrere ai prestiti alla banche per curare la bimba, se fosse umano doversi trasferire sempre al Gaslini di Genova per avere assistenza e se fosse da Paese evoluto e da Stato civile che sua figlia dovesse ricevere assistenza da parte di figure professionali specifiche saltuariamente e con il contagocce. Già, perché la piccola Clara avrebbe bisogno costantemente di logopedisti, fisioterapisti, esperti della riabilitazione psico fisica, oltre a cure che qui non ha potuto ottenere. Si era parlato di un protocollo d’intesa tra il Policlinico di Catania e l’ospedale Gaslini di Genova per evitare i frequenti viaggi della speranza in Liguria, ma fino ad oggi nessuna traccia, con i 2 genitori costretti a non lavorare per seguire la bambina. Per questo la lettera del Capo dello Stato è stata bene accetta, anche se in mamma Monica lo scetticismo rimane: «Ringrazio il presidente Napolitano – dice – per essersi occupato del caso di Clara. Spero proprio, però, che questa volta il suo autorevole intervento risolva qualcosa. Fino ad oggi, infatti, nonostante abbia sentito tante belle parole e promesse di impegno, continuo a spese mia a portare mia figlia al Gaslini, ed in Sicilia non si muove nulla».
Gaetano Guidotto fonte “La Sicilia” del 07-06-2010