Cade il reato di associazione mafiosa per Cristian e Agatino Lo Cicero di Adrano. I due, già detenuti per il processo Terza Famiglia, sono stati raggiunti dalle scorse settimane dall’ordinanza emessa dal gip nell’ambito dell’operazione Saracena, che ha decapitato i gruppi mafiosi che operano tra Bronte e Randazzo. Il Tribunale del Riesame di Catania ha accolto il ricorso presentato dalle difese e ha annullato nei confronti dei fratelli Lo Cicero (Agatino è difeso dall’avvocato Francesco Messina, Cristian da Messina ed Eugenio De Luca) la misura emessa dal giudice per le indagini preliminari. Ieri il collegio, presieduto da Giuliana Sammartino, ha depositato il due dispositivi dove si riserva di depositare le motivazioni tra 45 giorni. Cristian Lo Cicero è ritenuto il “capo” della cellula di Adrano del clan Mazzei e sarebbe coadiuvato dal fratello Agatino. Dalle indagini sarebbe emerso che i Lo Cicero avrebbero voluto allargare gli affari di droga anche a Bronte, dove opera la storica famiglia mafiosa dei Montagno Bozzone. Un elemento che già è emerso anche nell’operazione “Terza Famiglia” che certificò la presenza di un terzo clan mafioso nella città di Adrano. Nella cittadina operano a livello criminale i Santangelo che sono i referenti dei Santapaola-Ercolano sul terriotrio, gli Scalisi che rappresentano l’articolazione territoriale dei Laudani di Catania.
I Lo Cicero invece sarebbero gli alleati dei Mazzei, detti “i carcagnusi”, che sono accreditati all’interno di Cosa nostra. Lo Cicero avrebbe sottoscritto una partnership criminale con Santo Di Benedetto ‘u pannitteri di Catania, boss di un certo livello dei Mazzei. Fu coinvolto nel 2017 nell’operazione Chaos che documento forti attriti tra Santapaola e “carcagnusi”. Tornando al blitz Saracena, vedremo cosa scriverà il Riesame nelle motivazioni. Potrebbero esserci elementi fondamentali per il proseguimento del procedimento penale. Fonte “La Sicilia” del 30-03-2025