Si risolve in parte la querelle tra i Comuni dell’Etna, ancora alla ricerca di un accordo per l’accesso alle quote sommitali, che finora è stato appannaggio di Castiglione e Linguaglossa. Il sindaco di Maletto, Salvatore Barbagiovanni, con i colleghi di Bronte e Randazzo ha firmato il protocollo d’intesa che, almeno per ora, lascia tutto nelle mani dei due Comuni che da anni gestiscono le escursioni ai crateri. Una dichiarazione di intenti è stata già firmata dai primi cittadini di Bronte, Randazzo, Linguaglossa, Maletto, Castiglione, Piedimonte e Fiumefreddo per lavorare allo sviluppo del versante nord ovest dell’Etna, ma resta ancora lungo il percorso per la soluzione definitiva. «Abbiamo deciso per una tregua – dichiara il sindaco di Maletto Barbagiovanni – sia per non penalizzare ulteriormente la stagione, sia per capire meglio la situazione. Nel frattempo controlleremo le carte per capire quanto sia interessato il nostro territorio dal passaggio dei mezzi delle escursioni. Maletto è proprietario di una parte della pista e lo sfruttamento è previsto anche nella convenzione stipulata con la Forestale, a cui abbiamo ceduto i terreni per favorire l’occupazione dei forestali. Se deve esserci un profitto è opportuno ripartirlo tra i Comuni interessati. Intanto, una prima pietra è
stata posta, abbiamo ottenuto, in caso di conferma del progetto di Linguaglossa e Castiglione, dei possibili sconti per i nostri cittadini e la possibilità per i nostri commercianti di spazi espositivi a Piano Provenzana, dove si potrebbe creare una vetrina di prodotti tipici. «Per adesso – conclude il sindaco – abbiamo deposto le armi, ma in futuro dovranno necessariamente tenere conto che il territorio dell’Etna deve portare guadagni a tutti i Comuni in cui ricade una bellezza unica al mondo e dichiarata patrimonio dell’Unesco». LUIGI SAITTA Fonte “La Sicilia” del 21-10-2017