E’ grazie alla tradizione e alla cultura di un popolo, che ha incarnato nel proprio essere il rispetto per la natura, che sono giunti fino a noi i rigogliosi boschi di Maniace, vera porta del Parco dei Nebrodi. Chi intende trascorrere un weekend fra verdi pascoli incontaminati, un ambiente meraviglioso e prodotti tipici gustosi e genuini, può già impostare i propri navigatori satellitari in direzione di Maniace. Qui troverà una terra foriera di buoni prodotti e un sentiero invitante, fresco e, perché no, anche dissetante. Ci riferiamo al “Sentiero delle sorgenti” che si è guadagnato l’appellativo di “più bello dell’intero Parco dei Nebrodi”. Si tratta di un sentiero da percorrere a piedi che raggiunge sorgenti già famose agli esperti escursionisti. Si parte da piazza San Gabriele di Maniace, in contrada Petrosino, a quota 750 metri sul livello del mare, dove si trova il punto base per l’escursionismo, ovvero la restaurata ex casermetta forestale. Ci incamminiamo su una strada asfaltata che subito dopo torna a fondo naturale. Bastano pochi passi per addentrarsi in un bosco di roverella e superare il cancello della forestale. La passeggiata si fa dura perché siamo in salita, ma già incontriamo le prime sorgenti, ovvero la “Sorgente Farina” e la “Sorgente Fanusa” che ci hanno aiutato a raggiungere quota 1.300 dove si trova il rifugio forestale “Donnavida”, con, ovviamente, l’omonima sorgente. Qui possiamo fare la prima sosta, ma riempire le borracce di acqua è inutile perché subito dopo vediamo la “Sorgente Virgilio”. Arriviamo alla vecchia Trazzera Regia, utilizzata dagli allevatori per la transumanza e raggiungiamo contrada Serra Spina a quota 1558 metri sul livello del mare. Finalmente la salita finisce e ci incamminiamo lungo un altopiano che ci conduce all’obelisco Nelson in contrada Serra del Mergo, a quota 1553. Si tratta di un monumento storico in piena campagna, perché è stato fatto erigere dal Duca Nelson nel 1905 per delimitare la sua ducea. Qui si può ammirare una delle più spettacolari vedute che i Nebrodi offrono. La visuale spazia da “Lago Tre Arie” a “Serra del Re” ed a “Monte Soro”. Si vede la maestosa mole dell’Etna e i paesi pedemontani. Lungo il percorso si possono ammirare un’esplosione di vegetazione e di colori, oltre ai boschi di roverella incontreremo dei maestosi cerri e delle macchie di pioppi. Non mancano alcune macchie di agrifogli e freschi boschi di faggio arricchito da un sottobosco multicolore dove non è raro incontrare animali che vivono in questi ambienti. A questo punto riscendiamo passando dal Rifugio Arcarolo, manco a dirlo con la sua sorgente, fino ad arrivare alla fonte più famosa: la “Sorgente del Medico” a quota 1553 metri. Qui la leggenda popolare narra che le sue acque abbiano addirittura proprietà terapeutiche. Scendo per la strada del ritorno, le fonti d’acqua continuano ad accompagnarci, come la “Sorgente Sperone” e quella della “Valle dell’Uomo Morto”, fino a riportarci al punto di partenza nella contrada Petrosino di Maniace. Forse saremo stanchi, ma soddisfatti per quanto di bello abbiamo visto e certamente non avremo patito la sete.
Gaetano Guidotto Fonte “La Sicilia” del 03-01-2012