«Il mio assistito, Salvatore Sangani, vuole ricordare che per il triplice omicidio Spartà è stato assolto in via definitiva dalla Corte d’Appello e che per quanto riguarda l’incidente probatorio in corso davanti al Gip è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura soloper il reato di detenzione illegale di armi e non per altri reati. Inoltre i militari del Ris di Messina, che hanno svolto gli esami balistici e scientifici e hanno depositato dopo 120 giorni una relazione, hanno accertato che quelle armi non sono state usate per il delitto Spartà e che non sono state rilevate impronte di Salvatore Sangani». Così l’avvocato Luigi Zinno, difensore di Salvatore Sangani, è intervenuto a seguito della pubblicazione dell’articolo sulla strage Spartà avvenuta nel 1993 a Randazzo.
«Adesso – prosegue il legale – i militari del Ris di Messina stanno facendo altri esami, così come è stato disposto nel corso dell’ultima udienza, ma quanto finora è stato accertato tira fuori il mio assistito da questi fatti». f.a.r.) Nell’articolo in questione, pubblicato mercoledì 26 marzo, non è mai stato scritto che Salvatore Sangani sia stato condannato per la strage della famiglia Spartà.